Nessun componente lasciato all’esterno, nemmeno il microfono. È la rivoluzione per le persone con sordità grave e profonda promossa dai nuovi impianti cocleare totalmente impiantabili e invisibili, arrivati proprio in questi giorni in Italia. A livello nazionale, infatti, i primi dispositivi di questa tipologia sono stati impiantati lunedì in contemporanea dall’Azienda Usl di Piacenza e dall’Azienda ospedaliero-universitaria senese.
A differenza degli impianti cocleari tradizionali, i nuovi impianti prevedono il posizionamento di tutte le componenti sotto cute grazie ad appositi microfoni progettati per rilevare i suoni attraverso la pelle. Un’innovazione che per i pazienti si traduce nella possibilità di avere accesso a suoni e rumori senza soluzione di continuità. La componente esterna degli impianti cocleari tradizionali deve essere rimossa quando si dorme, quando necessita di ricarica e più in generale in tutti i contesti in cui rischia di essere smarrita o danneggiata: il nuovo impianto cocleare totalmente impiantabile invece può restare attivo h24, anche durante le ore notturne, in ambiente acquatico o durante l’attività sportiva.
A Piacenza l’operazione è stata eseguita dall’équipe di otorinolaringoiatri diretta da Domenico Cuda su una paziente piacentina interessata da ipoacusia severa e profonda. L’impianto è stato realizzato nell’ambito di un'esperienza pilota promossa dalle regioni Emilia-Romagna e Toscana, dal momento che la nuova tecnologia non rientra ancora tra i dispositivi attualmente previsti e rimborsati dal Sistema sanitario nazionale (pur avendo già ricevuto la conformità ai requisiti di sicurezza previsti). Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, in particolare, sono previste altre nove procedure di impianti cocleari totalmente impiantabili entro la fine del 2027, tutte a Piacenza. I pazienti candidabili a ricevere questo impianto sono soggetti adulti selezionati dai medici coinvolti sulla base di criteri specifici.
“L’intero sistema sanitario regionale è orgoglioso di questo straordinario risultato, che conferma il valore aggiunto del finanziamento pubblico alla ricerca, all’innovazione tecnologica e alla qualità delle cure- sottolineano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi- Con questa esperienza, l’Emilia-Romagna, insieme alla Toscana, contribuisce a introdurre in Italia una tecnologia che può migliorare concretamente la vita quotidiana dei pazienti, offrendo loro maggiore continuità nell’accesso ai suoni e nuove possibilità nello svolgimento delle attività di ogni giorno. È un risultato che nasce dall’...