Un percorso di lungo periodo, che ha visto numerosi incontri e un lavoro comune a partire da un assunto condiviso, ormai confermato da diversi studi a livello nazionale: agire solamente su un costante aumento dell’offerta di visite ed esami non migliora i tempi di attesa per i cittadini, né si vive di più e meglio dove si consumano più visite ed esami. È invece possibile aumentare l’accesso alle prestazioni governando in modo più efficace la domanda. Come? Con un’attenta analisi delle prescrizioni da parte di MMG e specialisti, l’impegno a ridurre la variabilità nei comportamenti prescrittivi e a rispettare criteri regionali e linee guida, infine l’utilizzo nell’ambulatorio di strumenti utili ad approfondire la valutazione delle condizioni del paziente. E’ così possibile dare ciò che serve, a chi serve e quando serve.
Mostrano effetti concreti sui tempi di attesa i dati relativi ai primi cinque mesi di applicazione dell’accordo locale con i Medici di medicina generale, frutto del lavoro congiunto tra Aziende sanitarie modenesi, medici di medicina generale e specialisti di tutto il territorio provinciale.
Ieri la prima presentazione del percorso, sviluppato tramite accordi locali ma pienamente coerente con il nuovo Accordo Integrativo Regionale (AIR) che l’Assessore alla sanità della Regione Emilia-Romagna Massimo Fabi ha illustrato ai media provinciali e, in un successivo incontro, al mondo professionale modenese. Presenti insieme a lui il Presidente e Vicepresidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria, Massimo Mezzetti e Fabio Braglia, i Direttori generali delle Aziende sanitarie modenesi Mattia Altini, Luca Baldino e Stefano Reggiani e i rappresentanti di Federazione italiana Medici di medicina generale (Fimmg) e Ordine dei medici di Modena, oltre a numerosi professionisti che hanno direttamente lavorato al progetto modenese.
Un progetto che ha visto un miglioramento significativo dell’attività di prescrizione di visite ed esami, il cosiddetto comportamento prescrittivo, con una riduzione della variabilità ingiustificata nelle prescrizioni tra un professionista e l’altro. Questo significa che oggi, a parità di pazienti, i medici prescrivono in modo più omogeneo (sono diminuiti i casi di ipo o iper-prescrizione). Non solo, tra gli effetti più rilevanti vi è anche la riduzione delle richieste di prestazioni con quesiti diagnostici generici o aspecifici, cioè prive di un chi...
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