Si è concluso al Cefpas di Caltanissetta il quinto congresso nazionale dedicato alla gestione del trauma di interesse chirurgico, un’edizione che ha confermato la vocazione innovativa di Obiettivo Trauma e la sua capacità di anticipare i nuovi bisogni formativi del settore. Le due giornate hanno registrato una partecipazione straordinaria, con circa duecento presenze nella prima sessione e un’affluenza altrettanto significativa nella seconda, a testimonianza della crescente attenzione verso un modello congressuale che privilegia l’esperienza diretta e il lavoro in team.
Il congresso, presieduto da Giovanni Di Lorenzo e dal presidente onorario Giovanni Ciaccio, è stato definito da quest’ultimo “un vero evento”, sottolineando la portata di un format che ha superato le tradizionali relazioni frontali per mettere al centro cinque scenari di simulazione base avanzata, costruiti per riprodurre con realismo la complessità del politrauma e per valutare sia le competenze tecniche sia le abilità non tecniche dei team coinvolti. La qualità degli scenari, la loro intensità e la capacità di coinvolgere attivamente i partecipanti hanno trasformato l’aula in un ambiente immersivo, restituendo la tensione, la responsabilità e la collaborazione che caratterizzano la gestione del trauma.
Elemento distintivo dell’edizione 2026 è stata la composizione delle équipe chirurgiche impegnate negli scenari. Ogni simulazione ha visto la presenza di due chirurghi, uno junior e uno senior, con una novità assoluta: il chirurgo più giovane ha assunto il ruolo di operatore e capo équipe, guidato dal collega più esperto. Una scelta che ha valorizzato la crescita professionale dei giovani e ha reso evidente quanto la formazione avanzata debba includere responsabilità operative reali, sostenute da una guida competente e da un contesto protetto.
La forza dell’edizione è emersa soprattutto nel lavoro di squadra. Le cinque équipe coinvolte nei rispettivi scenari non si conoscevano prima dell’ingresso in sala operatoria, e proprio questa condizione ha permesso di misurare la qualità autentica della collaborazione. La sinergia è stata immediata: professionisti provenienti da contesti diversi hanno saputo integrarsi con naturalezza, riconoscere ruoli e competenze, costruire un linguaggio comune e agire come gruppi coesi fin dai primi minuti di simulazione. Una dimostrazione concreta dell’alto livello dei partecipanti e della maturità professionale che caratterizza la comunità sanitaria coinvolta in Obiettivo Trauma.
Accanto ai chirurghi, tre infermieri di altissima formazione e gli operatori socioâsanitari hanno garantito la piena funzionalità delle procedure, confermando che la gestione del trauma è sempre il ri...
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