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Mouse o matita? Se l'intelligenza artificiale scrive al posto nostro, ha ancora senso insegnare a leggere e a scrivere?

8° Convegno Nazionale di SOS DISLESSIA il 20 e 21 marzo a Bologna

Redazione Quotidiano Benessere

Mouse o matita? Se l’intelligenza artificiale scrive al posto nostro, ha ancora senso insegnare a leggere e a scrivere? Da questa provocazione nasce il tema dell’8° Convegno nazionale di SOS DISLESSIA, in programma a Bologna presso lo ZanHotel, venerdì 20 marzo (dalle 15.00 alle 19.00) e sabato 21 marzo (dalle 9.00 alle 13.00). Un’occasione di confronto tra esperti neuroscienziati, psicologi, pedagogisti ed operatori della scuola e tecnologi nella quale affrontare senza tabù il rapporto tra mondo digitale e futuro dell’educazione.
La scuola discute. Il digitale corre. Mentre viviamo immersi in un mondo fatto di messaggi vocali, immagini e contenuti prodotti dall’intelligenza artificiale, l’istruzione continua a chiedersi se tutto questo sia un rischio o un’opportunità. La verità è che la rivoluzione è già avvenuta, senza avvertire. Scriviamo sempre meno a mano, leggiamo sempre più su schermi e sempre meno in profondità, ascoltiamo testi invece di leggerli. Affidiamo memoria, calcolo e perfino la produzione di testi agli algoritmi. Siamo tutti “onlife”, come ricorda il filosofo Luciano Floridi. Il nostro cervello sta forse cambiando più in fretta della scuola?

Le ricerche più recenti mostrano che intelligenza artificiale e strumenti compensativi possono migliorare l’accesso ai contenuti, la motivazione, l’autonomia e la fiducia in sé stessi, soprattutto negli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, che in Italia rappresentano oltre il 5% della popolazione scolastica. L’uso di sintesi vocale, mappe digitali, software di scrittura e strumenti di supporto riduce il carico cognitivo sulle abilità più fragili e consente di concentrarsi su comprensione e pensiero critico. Ma i dati dicono anche altro: la tecnologia da sola non basta. Gli studi evidenziano che i risultati migliori si ottengono quando gli strumenti digitali sono inseriti in un ambiente educativo formato e consapevole: docenti preparati, compagni informati, contesti inclusivi. Dove la scuola investe su formazione e creazione di un ambiente accogliente in classe, gli studenti con DSA mostrano livelli più alti di successo scolastico, autostima e partecipazione. Dove invece lo strumento è usato come scorciatoia o delega, il rischio è quello di una nuova esclusione, più silenziosa.

“La tecnologia accelera. La scuola dovrà scegliere se restare a guardare o tornare a guidare. È questo il tema scomodo che vogliamo affrontare nel nostro congresso. Ma non solo, ci stiamo interrogan...

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