Sanità Italia

Protesi in 3D per sostituire l'aorta, al Maggiore di Parma trapianto in due fasi

Progettata a partire dalle immagini Tac, simulazione a Londra, realizzazione tra Germania e Australia. Al controllo, dichiarata la guarigione del paziente

Redazione Quotidiano Benessere

Ottobre 2026 - Un'unica aorta costruita su misura e impiantata in un paziente piemontese di 76 anni con un danno irreversibile per dissezione e dilatazione dell’arteria. L’hanno realizzata due équipe del Maggiore, lavorando fianco a fianco e disegnandola come se fosse un abito sartoriale, prevedendone tutte le caratteristiche con una progettazione in 3D sulla specifica anatomia del 76enne. Tornato a Parma per un controllo due settimane fa, è stato confermato il pieno successo del trattamento e una buona prospettiva di salute. 

Una protesi costruita sulla anatomia 
È stato necessario uno studio accurato su dimensioni, misure e caratteristiche estratte dall’analisi delle immagini TAC e la realizzazione di prototipi in 3D con tanto di dettagli per il collocamento delle aperture necessarie a garantire il flusso di sangue verso i principali rami diretti agli organi. Poi è stata la volta della simulazione realizzata a Londra e della realizzazione commissionata in parte in Germania e in parte in Australia, a due studi ad elevata specializzazione. La TAC, in questo percorso, non è stata quindi solo uno strumento di diagnosi, ma la base sulla quale costruire il progetto dell'intervento, elemento particolarmente importante nelle aree del corpo umano in cui l’anatomia è molto complessa. A questo punto, il trattamento è stato programmato in due fasi per il superamento di un quadro complesso definito “sindrome mega-aortica”. È questa la chiave di un percorso chirurgico realizzato al Maggiore di Parma sul paziente colpito da una grave dissezione aortica, una lacerazione – e dunque un critico indebolimento - dello strato interno del più grande vaso sanguigno del corpo umano, che dal cuore si sviluppa attraverso torace e addome.

Due interventi, un unico progetto 
La prima tappa dell’intervento è cardiochirurgica: realizzata il 20 aprile, ha comportato una delle procedure più complesse della disciplina: la sostituzione della valvola aortica, dell’aorta ascendente, dell’arco aortico e di parte della aorta discendente con la ricostruzione dei vasi che portano il sangue a cervello e arti superiori. “Con l’adozione di questo tipo di protesi di nuova concezione, introdotta di recente nel campo della cardiochirurgia, abbiamo semplificato un intervento di altissima complessità - afferma con soddisfazione Andrea Agostinelli, riferimento della Cardiochirurgia per il progetto – . Per affrontare una patologia che coinvolge tutta l’aorta, cardiochirurghi e chirurghi vascolari abbiamo progettato insieme, fin dall’inizio, un unico percorso di cura. E la protesi ibrida ‘su misura’ ha rappresentato la risposta tecnica più adatta”. Un cambiamento culturale verso la me...

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