Sanità Italia

Salute mentale adolescenziale, positivo il bilancio di Safe Teen Dolomiti: oltre 1.100 ore di interventi e nuovi fondi per il 2027

Presentati a Feltre i risultati del progetto promosso da C'è Da Fare ETS e ULSS 1 Dolomiti. Confermato il finanziamento per un altro anno e introdotto un nuovo percorso di supporto a media intensità

Redazione Quotidiano Benessere

FELTRE – Oltre 1.100 ore di interventi specialistici erogati, undici adolescenti presi in carico e un miglioramento del funzionamento globale dei giovani coinvolti. Sono questi alcuni dei risultati emersi dal bilancio del primo anno di attività di “CDF Safe Teen Dolomiti”, il progetto nato dalla collaborazione tra C’è Da Fare ETS e ULSS 1 Dolomiti per sostenere adolescenti con gravi forme di disagio psichico e le loro famiglie.
I dati sono stati presentati all’Ospedale di Feltre nel corso di un incontro che ha visto la partecipazione del direttore generale dell’ULSS 1 Dolomiti, Achille Di Falco, della direttrice della UOC Infanzia Adolescenza Famiglia e Consultori, Cristina Micheluzzi, dell’équipe multidisciplinare impegnata nelle attività e, in collegamento, di Paolo Kessisoglu, cofondatore e presidente di C’è Da Fare ETS.

Avviato il 1° ottobre 2025, il progetto offre percorsi ambulatoriali territoriali ad alta intensità assistenziale rivolti ad adolescenti per i quali il trattamento ordinario non risulta sufficiente e per i quali non è possibile o appropriato un inserimento in strutture residenziali o semiresidenziali. Gli interventi vengono realizzati non solo in ambulatorio, ma anche a domicilio e nei contesti di vita dei ragazzi.
Nel primo anno di attività sono stati seguiti undici adolescenti tra i 13 e i 18 anni, prevalentemente di sesso femminile. Le situazioni affrontate hanno riguardato disturbi ansioso-depressivi associati ad autolesionismo, ideazione o tentativi di suicidio, disturbo ossessivo-compulsivo, ritiro sociale e scolastico e dipendenza da videogiochi.

La presa in carico è stata garantita da un’équipe multidisciplinare composta da neuropsichiatri infantili, psicoterapeuti, educatori professionali e terapisti occupazionali. Sono state erogate complessivamente 1.102,5 ore di interventi diretti, tra psicoterapia individuale, terapia familiare, colloqui con i genitori, visite neuropsichiatriche e attività educative domiciliari. Considerando anche il lavoro di coordinamento e programmazione, l’impegno complessivo ha raggiunto le 1.634,5 ore.
Accanto ai percorsi clinici individuali, il progetto ha sviluppato attività di gruppo dedicate sia agli adolescenti sia ai genitori. Laboratori esperienziali, attività creative e momenti di confronto hanno contribuito a favorire la socializzazione, l’espressione emotiva e il sostegno reciproco.
Particolarmente significativo il riscontro delle famiglie, che hanno evidenziato il valore del percorso non solo per i figli, ma anche per il proprio ruolo educativo. Tra le testimonianze raccolte, quella di una giovane partecipante che ha paragonato il proprio percorso di crescita alla costruzione di un castello di mattoncini: un processo graduale, solido e destinato a durare nel tempo.
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