ROMA – Una storia a lieto fine che testimonia, ancora una volta, il livello di eccellenza della sanità laziale e il valore della collaborazione clinica e universitaria. Protagonista della vicenda una paziente ricoverata quest’estate al Sant’Andrea di Roma, a cui era stato diagnosticato un tumore di origine nervosa particolarmente insidioso. La massa comprimeva l’apice polmonare, il plesso brachiale e i grandi vasi sanguigni del collo.
Il percorso clinico è iniziato sotto la guida del dott. Matteo Tiracorrendo, Dirigente Medico della UOC di Chirurgia Toracica diretta dal professor Erino Rendina, una struttura di riferimento di livello internazionale per la chirurgia oncologica e ricostruttiva. Dopo un’attenta analisi del caso, il chirurgo ha promosso una strategia multidisciplinare, pianificando un delicato intervento di asportazione della lesione.
L’operazione, eseguita a fine agosto, ha visto scendere in campo un’équipe interdisciplinare di altissimo profilo dell’azienda ospedaliero-universitaria capitolina. Insieme al dottor Tiracorrendo hanno operato la donna il dott. Giorgio Castagnola della UOC di Chirurgia Generale e il Prof. Luca Ricciardi della UOC di Neurochirurgia. Per ridurre al minimo i rischi, i chirurghi si sono avvalsi di tecnologie di ultima generazione: un esoscopio robotico avanzato, strumenti microchirurgici dedicati e un sistema di monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio. Quest’ultimo strumento ha permesso di verificare in tempo reale l’integrità dei nervi del plesso brachiale, scongiurando il rischio di paralisi e salvaguardando la mobilità del braccio e della mano della paziente.
L’intervento si è concluso con successo ed è durato poco più di quattro ore.
“Al risveglio, la paziente non ha presentato alcun deficit neurologico o motorio, tanto da poter rientrare direttamente nel reparto di degenza senza che si rendesse necessario il passaggio in terapia intensiva. I successivi controlli post-operatori hanno confermato la perfetta integrità del polmone, delle strutture del collo e dei fasci nervosi”, spiega il dott. Tiracorrendo.
“Sebbene le lesioni di questo tipo siano rare, la sinergia tra i diversi reparti del Sant’Andrea e la stretta collaborazione con l’Università Sapienza di Roma hanno permesso di approntare rapidamente una risposta terapeutica efficace e sicura. Al successo clinico si aggiunge anche il valore formativo dell’intervento: alla procedura hanno partecipato attivamente gli specializzandi delle diverse discipline, che hanno così potuto confrontarsi sul campo con le sfide della chirurgia moderna, caratterizzata da approcci multidisciplinari e dall’impiego ...