Al V congresso Obiettivo trauma, dedicato alla gestione del trauma maggiore, le simulazioni base avanzate hanno rappresentato un punto di svolta nella formazione multidisciplinare. Chirurghi, infermieri e oss provenienti da realtà diverse si sono ritrovati, per la prima volta, nella stessa sala operatoria per affrontare cinque scenari ad alta intensità. Non si conoscevano, non avevano condiviso turni o procedure, non avevano mai lavorato insieme. Si sono incontrati direttamente al tavolo operatorio, chiamati a gestire un intervento complesso con un’équipe costruita sul momento.
La scelta di affidare la direzione dell’équipe a un chirurgo junior è stata voluta dal presidente del congresso, Giovanni Di Lorenzo, che ha deciso di dare spazio ai giovani, permettendo loro di guidare un gruppo eterogeneo mentre il chirurgo senior osservava, supportava e interveniva solo quando necessario. Una dinamica che ha messo in luce competenze, sicurezza e capacità decisionale delle nuove generazioni, valorizzando il ruolo dei professionisti che si affacciano alla gestione del trauma maggiore.
Gli scenari hanno riprodotto situazioni critiche: trauma splenico da impatto, trauma toraco-addominale chiuso, ferita precordiale penetrante, hub e spoke a risorse limitate, trauma pelvico instabile. Ogni gruppo ha affrontato un caso con ruoli definiti, tempi stretti e una pressione simile a quella delle emergenze reali. La presenza degli oss ha completato la squadra, garantendo continuità operativa e supporto nelle fasi più delicate della simulazione.
Le simulazioni sono state realizzate utilizzando i manichini del Cemedis – Cefpas di Caltanissetta e quelli del policlinico Gemelli di Roma, arrivati in città grazie a Caterina Cicala, Marco Lucantoni e Simone Saraceni. Durante la due giorni ha visto la luce, per la prima volta in assoluto, il nuovo manichino ideato da Giovanni Di Lorenzo e da Maria Grazia Randazzo, responsabile infermieristtico blocchi operatori Arnas Civico di Palermo. Un dispositivo che amplia le possibilità formative, permettendo di riprodurre dinamiche ancora più vicine alla realtà clinica.
Il valore del percorso è emerso nel debriefing, momento centrale della formazione. Qui i professionisti hanno analizzato le scelte compiute, la gestione delle priorità, la comunicazione tra figure diverse e la capacità di costruire un’identità di squadra in pochi minuti. La riflessione condivisa ha evidenziato come la simulazione, soprattutto quando coinvolge persone che non si conoscono, rappresenti uno strumento efficace per migliorare sicurezza, consapevolezza e rapidità decisionale.
Il congresso ha confermato la necessità di investire in percorsi che riproducono fedelmente la complessità del trauma maggiore. La scelta di far collaborare chirurghi, infermieri e oss che non avevan...
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