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Sindrome metabolica: prevenzione, alimentazione e approccio multidisciplinare al centro delle "V Giornate Culturali Corticellesi in Asti"

Esperti di medicina, nutrizione, farmacologia e psicologia hanno approfondito in un convegno il ruolo dell'alimentazione, delle fibre vegetali e dei micronutrienti nell'ambito della salute metabolica

Redazione Quotidiano Benessere

Asti, 26 ottobre 2026 – La sindrome metabolica, definita dagli esperti una “malattia del benessere”, è stata al centro delle “V Giornate Culturali Corticellesi in Asti”. L’evento ha riunito esponenti del mondo medico e scientifico per affrontare il tema della sindrome metabolica attraverso una prospettiva multidisciplinare, con particolare attenzione alle sue implicazioni cliniche, nutrizionali, psicologiche e ambientali, nonché alle possibilità di prevenzione.
Durante i lavori del convegno sono state approfondite le molteplici dimensioni di una condizione che interessa diversi ambiti della salute e sono state messe in relazione metabolismo, alimentazione, funzione epatica, salute ossea e microbiota intestinale.
L’iniziativa è stata organizzata da Bartolomeo Marino, chirurgo, Gianni Miroglio, gastroenterologo ed endoscopista, docente di Ipnosi all’istituto “Franco Granone” di Torino e Claudio Lucia, presidente dell’Ordine dei Medici di Asti, con il supporto non condizionato di Pharmaguida.

Sindrome metabolica, patologia complessa 
Nel 1998, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha proposto una definizione della sindrome metabolica, contribuendo alla sua classificazione in ambito internazionale. Inizialmente, la sindrome è stata associata all’insulino-resistenza; successivamente, le definizioni cliniche hanno incluso anche altri fattori di rischio, tra cui obesità addominale, ipertensione arteriosa e ipercolesterolemia.
La sfida centrale nella gestione di questa patologia è trovare il giusto equilibrio tra il piacere della vita (edonismo) e la moderazione (salute). L’eccesso di “piacere” incontrollato offre una gratificazione istantanea attraverso il sistema della dopamina, ma si trasforma rapidamente nel suo opposto. D'altro canto, la moderazione rigida viene spesso percepita come privazione, calcolo ossessivo delle calorie, divieti alimentari e sforzo fisico punitivo. Viene vissuta come un dovere che toglie gioia alla quotidianità. La moderazione non deve eliminare il piacere, ma raffinarlo. Iniziando dall’eliminazione delle ansie superflue si passa all’equilibrio tra mente e corpo che, con la motivazione necessaria, permette di calibrare l’alimentazione e svolgere attività fisica.

Dal metabolismo alla prevenzione 
Al convegno sono intervenuti Guido Saracco, professore di Fondamenti chimici delle Tecnologie ed ex Rettore del Politecnico di Torino, che ha affrontato il tema del metabolismo nell’era tecnologica, analizzando come le tecnologie ...

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