Studi e Ricerche

Studio P4: la TAC coronarica guida la PCI con esiti paragonabili all'ecografia intravascolare. In sala operatoria un nuovo strumento contro la coronaropatia, prima causa di morte al mondo

Presentato al congresso TCT 2026 di San Diego e pubblicato sul New England Journal of Medicine, lo studio internazionale multicentrico, coordinato dall'IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio e dall'Università degli Studi di Milano, indica che la TAC coronarica può guidare l'intervento con la stessa sicurezza

Redazione Quotidiano Benessere

Milano, 4 novembre 2026 - Procedure più brevi, impiego di una minor quantità di mezzo di contrasto e risultati clinici a un anno non inferiori a quelli ottenuti con l’ecografia intravascolare (IVUS). Sono i dati dello studio P4 (Precise Procedural and PCI Plan), presentato al TCT - Transcatheter Cardiovascular Therapeutics 2026 di San Diego e pubblicato sul New England Journal of Medicine, che ha confrontato l’intervento di rivascolarizzazione percutanea delle stenosi coronariche (PCI) guidato dalla TAC coronarica (CCTA) con uno guidato dall’IVUS. Principal investigator dello studio è il professor Daniele Andreini, responsabile dell’UO di Cardiologia Universitaria e Imaging Cardiologico dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano (Gruppo San Donato) e professore ordinario di malattie dell’apparato cardiovascolare dell’Università degli Studi di Milano. Coinvolto come parte dello steering committee anche il professor Antonio Bartorelli, Responsabile dell’Unità Operativa di Cardiologia Interventistica Universitaria dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio.

 La rivascolarizzazione percutanea delle stenosi coronariche (PCI) con impianto di stent richiede una valutazione accurata della lesione in termini di severità della stenosi, estensione e morfologia della placca, entità della calcificazione e dimensioni del vaso. Da questi parametri dipendono la scelta della strategia di trattamento, la dimensione dello stent e, in ultima analisi, gli esiti clinici.
L’imaging intravascolare con ecografia (IVUS), basato sull’impiego intraprocedurale di una sonda a ultrasuoni posizionata nel lume coronarico, costituisce lo standard di riferimento per la guida della PCI, ma resta poco diffuso su larga scala poiché è richiesta all’operatore una formazione specifica. Lo studio P4 ha valutato se una strategia di pianificazione preprocedurale basata su angiografia coronarica con tomografia computerizzata (CCTA), integrata dalla stima non invasiva della riserva frazionale di flusso (FFR-CT), potesse garantire esiti clinici comparabili, configurandosi come alternativa più sostenibile.

Lo studio internazionale randomizzato ha coinvolto 1.105 pazienti in 23 centri di 8 Paesi. Tutti i pazienti avevano un’indicazione alla rivascolarizzazione e almeno una lesione con restringimento superiore al 70% e FFR-CT pari o inferiore a 0,80. L’età mediana era di 65 anni e il 21,7% erano donne. I pazienti sono stati assegnati per sorteggio a una PCI guidata dalla TAC (556) o dall’IVUS (549).
A 12 mesi, problemi seri al vaso trattato (morte cardiaca, infarto del vaso target o nuova rivascolarizzazione per ischemia) si sono verificati nel 4,1% dei pazienti del gruppo TAC e nel 4,6% del gruppo IVUS. La strategia basata sulla TAC ha quindi so...

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