Studi e Ricerche

Tumore al seno: dal Registro Tumori FVG dieci anni di dati sui progressi nella diagnosi e nella cura

Pubblicato su The Oncologist uno studio del CRO di Aviano su oltre 10.400 donne. La sopravvivenza a dieci anni supera il 90% per le neoplasie diagnosticate in stadio precoce ed è migliorata nel tempo anche per alcune forme localmente avanzate e biologicamente più aggressive

Redazione Quotidiano Benessere

"Accanto al dato impressionante di oltre diecimila donne che tra il 2004 e il 2014 in Friuli Venezia Giulia sono state colpite da un carcinoma mammario invasivo, c’è quello importante, confortante e incoraggiante del sensibile aumento della sopravvivenza legato alla prevenzione e alla ricerca. L’incrocio di questi dati consolida l’importanza del Registro tumori, che si conferma come strumento indispensabile per il progresso della lotta contro il cancro e per supportare la ricerca di tutti i professionisti”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale alla salute Riccardo Riccardi ricordando la recente pubblicazione sulla rivista internazionale The Oncologist ( link ) della ricerca sul tumore della mammella coordinata dal Registro Tumori del FVG, la cui gestione è affidata al Centro di Riferimento Oncologico di Aviano. Il lavoro, sostenuto dal Ministero della Salute, ha analizzato le caratteristiche di oltre 10.400 donne che hanno ricevuto una diagnosi di carcinoma mammario invasivo in Friuli Venezia Giulia tra il 2004 e il 2014 e sono state seguite fino alla fine del 2023. Lo studio di popolazione, per la prima volta in Italia, ha stimato la sopravvivenza a dieci anni considerando insieme tre fattori fondamentali: lo stadio alla diagnosi, il profilo molecolare e il grado istologico del tumore. Questa lettura integrata permette di descrivere con maggiore precisione la prognosi delle diverse forme di tumore e individuare i gruppi di pazienti per le quali possono essere indicati percorsi di cura e di controllo più personalizzati. “Il principale punto di forza è la possibilità di osservare gli esiti nell’intera popolazione, e non soltanto in gruppi selezionati di pazienti”, spiega Fabiola Giudici, ricercatrice dell’Epidemiologia Oncologica del CRO e prima autrice della ricerca. “Considerare insieme stadio, sottotipo molecolare e grado istologico offre un quadro prognostico molto più preciso rispetto alla valutazione dei singoli fattori. Queste informazioni possono aiutare a definire programmi di controllo proporzionati al rischio e a fornire alle donne indicazioni più accurate sulla prognosi a lungo termine”.

I risultati confermano, innanzitutto, il valore della diagnosi precoce. Quando il tumore viene scoperto in stadio I, la sopravvivenza netta a dieci anni supera il 90% in tutti i sottotipi molecolari e raggiunge il 98,8% nelle forme con recettori ormonali positivi e HER2-negative. La sopravvivenza netta - escludendo, cioè, i decessi dovuti ad altre cause - è un indicatore particolarmente utile per confrontare nel tempo gli esiti oncologici. Di particolare interesse è il confronto tra i due periodi presi in esame, 2004-2009 e 2010-2014. La sopravvivenza si mantiene molto elevata per i tumori in stadio I, mentre emergono progressi rilevanti in alcune forme più aggressive e localmente avanzate. Tra l...

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