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Alterazioni del ciclo mestruale

Salute e benessere

Alterazioni del ciclo mestruale

Una guida chiara alle principali irregolarità del ciclo mestruale, alle possibili cause e ai segnali che richiedono una valutazione medica

Redazione

01 Giugno 2026 13:14

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Le alterazioni del ciclo mestruale si manifestano quando le mestruazioni diventano irregolari, cioè quando non compaiono ogni mese oppure si presentano più volte in un intervallo ravvicinato, con flussi eccessivamente abbondanti o prolungati e talvolta con perdite improvvise. In condizioni fisiologiche il ciclo si verifica mediamente ogni ventotto giorni e dura tra quattro e sette giorni. Le alterazioni comprendono diverse anomalie: le anomalie del ritmo, che includono oligomenorrea, cioè cicli che ritardano oltre trentacinque giorni; polimenorrea, cioè cicli anticipati con intervalli inferiori a ventuno giorni; cicli con cadenza molto variabile; amenorrea, cioè assenza di mestruazioni; le anomalie della quantità e della durata, che comprendono ipomenorrea, cioè mestruazioni scarse; ipermenorrea, cioè mestruazioni abbondanti; menorragia, cioè mestruazioni più lunghe del normale; le anomalie della presentazione, come metrorragia, cioè perdite anomale e inaspettate; menometrorragia, cioè perdite tra un ciclo e l'altro associate a mestruazioni prolungate; dismenorrea, cioè mestruazioni particolarmente dolorose accompagnate da crampi, nausea o vomito.

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Le alterazioni del ciclo possono essere associate a diverse condizioni e patologie: squilibri ormonali; adenoma ipofisario; ipertiroidismo; ipotiroidismo; lupus eritematoso sistemico; meningite; tumori dell'ovaio, della cervice uterina o dell'endometrio; endometriosi; cisti ovariche; insufficienza ovarica primaria; difetti della coagulazione, come la malattia di Von Willebrand; malattia infiammatoria pelvica; sindrome dell'ovaio policistico; infezioni virali. Possono inoltre essere provocate da stress, oscillazioni importanti del peso corporeo, peso eccessivamente basso, interventi chirurgici, assunzione di farmaci come anticoncezionali ormonali, steroidi o anticoagulanti; anche complicanze durante gravidanza e allattamento possono determinare irregolarità. In caso di persistenza dei sintomi è sempre opportuno rivolgersi al medico di medicina generale o allo specialista.

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I rimedi dipendono dalla causa sottostante. Le alterazioni non indicano sempre un malfunzionamento dell'organismo, ma quando sono rilevanti è necessario sottoporsi a visita ginecologica per identificarne l'origine. Una perdita lieve può essere contenuta con l'uso di farmaci antinfiammatori non steroidei; l'anemia conseguente a mestruazioni abbondanti può richiedere integratori di ferro; in presenza di squilibri ormonali o patologie specifiche sarà lo specialista, dopo gli esami necessari, a indicare la terapia farmacologica o chirurgica più adeguata.

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È consigliabile rivolgersi al medico quando si verificano sanguinamenti o perdite tra i cicli; sanguinamenti dopo un rapporto sessuale; sanguinamenti durante la gravidanza; perdite dopo la menopausa; dolore significativo; mestruazioni che durano più di sette giorni o risultano eccessivamente abbondanti; perdite anomali o con odori sgradevoli; febbre; aumento o perdita improvvisa di peso; riduzione del volume del seno.

(Fonte Humanitas.it)

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