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Polmonite, un'infezione che compromette la funzione respiratoria

Salute e benessere

Polmonite, un'infezione che compromette la funzione respiratoria

La polmonite è un'infiammazione del tessuto polmonare che compromette lo scambio di ossigeno; diagnosi tempestiva, terapia mirata e prevenzione restano essenziali per affrontarla

Redazione

17 Luglio 2026 12:04

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La polmonite è un'infezione del parenchima polmonare, cioè del tessuto del polmone. È causata soprattutto da batteri e virus, mentre più raramente può essere legata a funghi o manifestarsi in forme non infettive, come alcune reazioni infiammatorie. Quando si sviluppa, gli alveoli polmonari - le piccole sacche che permettono lo scambio di ossigeno - si infiammano e possono riempirsi di liquido e cellule infiammatorie, compromettendo l'apporto di ossigeno al sangue.

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A chiarire come si presenta e come si affronta questa condizione è il professor Stefano Aliberti, responsabile dell'Unità Operativa di Pneumologia I dell'IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano e professore ordinario di Malattie dell'Apparato Respiratorio a Humanitas University. Nelle persone immunocompetenti, cioè con un sistema immunitario in grado di rispondere adeguatamente alle infezioni, la polmonite si manifesta con sintomi respiratori e generali: tosse, catarro e dolore toracico si accompagnano spesso a febbre, sudorazione o brividi, tachicardia e una sensazione diffusa di stanchezza. Nelle persone immunodepresse o molto anziane, invece, la risposta infiammatoria può essere ridotta e il quadro clinico risulta meno specifico: la febbre può essere lieve o assente, l'appetito diminuisce e possono comparire confusione, disorientamento, riduzione della vigilanza e una debolezza più marcata.

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La diagnosi si basa su un'anamnesi accurata e su un esame obiettivo, affiancati da indagini radiologiche come la radiografia o la TC del torace. Gli esami del sangue permettono di valutare il livello di infiammazione e, in alcuni casi, di stimare la gravità della malattia. L'esame dell'espettorato, le broncoscopie o i tamponi specifici possono contribuire a identificare il patogeno responsabile. Quando possibile, riconoscere il microrganismo consente di personalizzare la terapia, ma il trattamento non deve essere ritardato se il quadro clinico è compatibile con una polmonite batterica.

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La cura prevede la somministrazione di antibiotici quando si sospetta un'origine batterica o quando la gravità clinica richiede un intervento immediato. La scelta del farmaco tiene conto dei fattori di rischio individuali, dell'età, dello stato immunitario e dell'eventuale esposizione a particolari patogeni. La durata della terapia è generalmente compresa tra cinque e sette giorni, ma può variare in base alla gravità della malattia, alla risposta clinica e al tipo di agente identificato. Al riposo adeguato e alla corretta idratazione spetta un ruolo complementare importante. Nella maggior parte dei casi i sintomi migliorano entro tre o quattro giorni dall'inizio della terapia appropriata, mentre la tosse può persistere più a lungo.

La prevenzione passa attraverso comportamenti semplici: coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, lavare spesso le mani e smaltire correttamente i fazzoletti usati. Le persone più a rischio dovrebbero sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale, antipneumococcica e anti‑SARS‑CoV‑2. Evitare il fumo di sigaretta rimane una misura fondamentale per proteggere la salute dei polmoni.

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