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Verruche cutanee: perché compaiono e come affrontarle

Salute e benessere

Verruche cutanee: perché compaiono e come affrontarle

Un'infezione comune della pelle che colpisce soprattutto i più fragili e richiede attenzione, prevenzione e una corretta valutazione dermatologica

Redazione

31 Marzo 2026 09:00

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Le verruche cutanee emergono come una delle infezioni dermatologiche più diffuse, soprattutto tra bambini, anziani e persone con pelle fragile o un sistema immunitario indebolito. La loro comparsa è spesso improvvisa: piccole lesioni tondeggianti, di colore giallo‑grigiastro, che ispessiscono la pelle e possono provocare fastidio o dolore alla pressione. La loro natura virale le rende particolarmente contagiose, soprattutto in ambienti umidi e condivisi come piscine, palestre e spogliatoi, dove il Papilloma Virus umano (HPV) può sopravvivere sulle superfici.
Le verruche sono causate da ceppi specifici dell'HPV, diversi da quelli associati ai tumori del collo dell'utero. Il contatto con il virus è estremamente comune: la maggior parte delle persone vi entra in contatto almeno una volta nella vita, ma solo una parte sviluppa effettivamente le lesioni. L'infezione può avvenire tramite oggetti personali contaminati, come asciugamani o ciabatte, oppure attraverso il semplice contatto con la pelle infetta. Una pelle secca, lesionata o non adeguatamente idratata facilita ulteriormente l'ingresso del virus.

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Le verruche assumono forme diverse a seconda della zona colpita. Nei bambini compaiono spesso sul dorso delle mani, sul viso sotto forma di piccole verruche piane, sulla pianta dei piedi come verruche plantari, o intorno alle unghie, dove possono risultare particolarmente fastidiose. La loro natura infettiva fa sì che spesso non si presentino isolate, ma in gruppi o in più aree del corpo.
Una visita specialistica permette di distinguere le verruche da altre lesioni simili e di individuare il trattamento più adatto. È importante ricordare che, pur essendo benigne, le verruche possono recidivare, motivo per cui un percorso di cura continuativo con un professionista può aiutare a gestire meglio il problema. Per qualsiasi dubbio o sintomo sospetto è sempre consigliabile rivolgersi a un dermatologo, che può valutare la situazione in modo personalizzato.

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Le opzioni di trattamento sono diverse e vengono scelte in base al tipo di verruca, alla posizione e alla risposta individuale: soluzioni topiche a base di acido salicilico, utili per le lesioni più piccole; crioterapia con azoto liquido, che "congela" la verruca e richiede spesso più sedute; laserterapia, in particolare con Dye laser, che agisce sui vasi sanguigni della lesione riducendo dolore e tempi di recupero; tecniche più invasive, come la rimozione chirurgica o la diatermocoagulazione, riservate ai casi più resistenti.
Ridurre il rischio di contagio è possibile adottando comportamenti semplici ma efficaci: indossare sempre ciabatte personali in piscine, palestre e spogliatoi; evitare di condividere asciugamani e strumenti per la cura delle unghie; mantenere la pelle idratata e integra; non manipolare le verruche per evitare l'auto‑contagio.

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La gestione delle verruche richiede attenzione, continuità e un approccio corretto alla cura della pelle.

(Fonte Humanitas Salute)

© Riproduzione riservata
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