Sanità Sicilia
Catania. Eccezionale evento al San Marco: mamma trapiantata dà alla luce due gemelle. Straordinario lavoro di équipe multidisciplinare
Una storia di coraggio e competenze integrate accompagna il percorso di una giovane mamma verso una doppia nascita attesa e complessa
Lo staff di Ginecologia con la mamma
Un evento eccezionale, a lieto fine, ha unito competenza professionale, determinazione e lavoro di squadra nell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico "G. Rodolico - San Marco" di Catania. Una donna di 31 anni, già sottoposta in passato a trapianto di rene, ha dato alla luce due gemelle nell'Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia e Pronto Soccorso dell'ospedale San Marco, diretta da Antonino Rapisarda, nonostante una storia clinica particolarmente complessa.
Maria Immacolata, nove anni fa, aveva affrontato un trapianto di rene a causa di una grave insufficienza renale determinata dal rene policistico, patologia che nel tempo aveva compromesso in modo irreversibile la funzionalità renale. Prima del trapianto era già diventata madre e, anche allora, in condizioni difficili, aveva affrontato un parto cesareo.
Nel corso degli anni, i medici del Centro Trapianti dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria "G. Rodolico - San Marco", diretto da Pier Francesco Veroux, che hanno seguito la paziente con continuità, l'avevano più volte messa in guardia sui rischi di una gravidanza successiva al trapianto, pur essendo ormai libera dalla dialisi. Nonostante ciò, con consapevolezza, coraggio e una forte determinazione, Immacolata - da sempre legata all'idea di una famiglia numerosa - ha scelto di intraprendere un nuovo percorso di maternità, rispettando tempi e indicazioni cliniche.
La gravidanza, rivelatasi gemellare, ha comportato ulteriori complessità, considerato l'impatto che una gestazione multipla può avere sulla funzione renale, soprattutto in una paziente trapiantata e con la presenza di un rene "parauterino", cioè adiacente all'utero. Per questo motivo la gestione del percorso è stata affidata a un'équipe multidisciplinare che ha pianificato ogni fase nei minimi dettagli.
In sala operatoria erano presenti, oltre al ginecologo di fiducia Sebastiano Bandiera della Ginecologia del San Marco, il decano della sala parto Santino Recupero, il chirurgo vascolare Rosario Tringale, la nefrologa del Centro Trapianti Giusi Lorenzano e la neonatologa Giulia Lombardo della Neonatologia del San Marco, diretta da Alessandro Saporito. Determinante anche il ruolo dell'équipe anestesiologica coordinata da Stanislao Bentivegna, responsabile dell'Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione in Ostetricia e Ginecologia e Pronto Soccorso Ostetrico, che ha eseguito personalmente l'anestesia spinale.
Il parto cesareo, nonostante la presenza di una sindrome aderenziale dovuta ai precedenti interventi chirurgici, si è svolto senza particolari complicazioni. La mamma è rimasta in osservazione per circa dieci giorni. Le due bimbe, Adele e Isabel, sono nate in buone condizioni cliniche e non hanno avuto bisogno di intubazione. Sono state prese in carico dal personale dell'Utin del San Marco, supportate con ventilazione non invasiva (C-PAP) e monitorate costantemente. Entrambe stanno crescendo bene, accudite dal personale sanitario guidato dal direttore Saporito e circondate dall'affetto della mamma, del papà Gilberto e della sorella adolescente Sirya, sempre presenti.
"Questa nascita - ha sottolineato il direttore generale Giorgio Giulio Santonocito - rappresenta un risultato di grande rilievo clinico e umano, frutto di un'eccellente collaborazione tra specialisti e della straordinaria determinazione della paziente. Un esempio concreto di come l'impegno multidisciplinare in team, unito alla volontà e alla fiducia, possa trasformare una storia complessa in una storia a lieto fine che oggi raccontiamo con orgoglio".
"Il caso delicato di Immacolata - ha aggiunto il direttore Rapisarda - dimostra quanto sia fondamentale lo scambio di informazioni e competenze tra gruppi di esperti. Siamo riusciti a salvaguardare due vite e a rendere felice una famiglia. Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto".

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