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Humanitas Catania rafforza l'area chirurgica, nasce la nuova Unità di Chirurgia oncologica addominale guidata da Danilo Centonze

Sanità Sicilia

Humanitas Catania rafforza l'area chirurgica, nasce la nuova Unità di Chirurgia oncologica addominale guidata da Danilo Centonze

Nuovo tassello nell'offerta specialistica della struttura catanese con un'équipe dedicata alla chirurgia oncologica dell'apparato digerente e ai percorsi di recupero avanzato

Redazione

27 Ottobre 2026 09:33

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CATANIA. Si amplia l'offerta chirurgica di Humanitas Istituto Clinico Catanese con l'attivazione della nuova Unità Operativa di Chirurgia Oncologica Addominale, affidata alla direzione del dottor Danilo Centonze, chirurgo generale con una consolidata esperienza nel trattamento delle patologie oncologiche dell'apparato digerente e nella chirurgia mininvasiva, laparoscopica e robotica.
L'arrivo di Centonze, che fino a oggi ha ricoperto gli incarichi di direttore dell'Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale dell'Ospedale Umberto I di Enna e di direttore del Dipartimento Chirurgico dell'Asp di Enna, rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita della struttura catanese, sempre più orientata verso modelli assistenziali integrati e multidisciplinari.

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La nuova unità opera già da alcune settimane in sinergia con le équipe presenti all'interno dell'ospedale. Accanto a Centonze lavorano i chirurghi Nicola Accurso, Riccardo Gula e Alessio Licciardello, professionisti con competenze complementari che consentono di offrire una presa in carico specializzata e completa dei pazienti.
L'attività è rivolta in particolare al trattamento delle patologie oncologiche, benigne e funzionali dell'addome e del tratto gastrointestinale, privilegiando, quando possibile, tecniche mininvasive e robotiche che permettono una minore invasività chirurgica e un recupero più rapido.
All'interno dell'équipe ognuno porta una specifica esperienza. Alessio Licciardello ha maturato competenze nell'endoscopia e nella proctologia, Nicola Accurso nella chirurgia vascolare, ambito che può rivestire un ruolo importante negli interventi oncologici complessi, mentre Riccardo Gula vanta una significativa esperienza nell'assistenza ai pazienti portatori di stomia.

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Proprio la gestione delle enterostomie rappresenta uno dei filoni sui quali la nuova unità intende investire, sviluppando un percorso dedicato che accompagni il paziente anche dopo la dimissione ospedaliera, garantendo continuità assistenziale e un punto di riferimento nel follow-up.
Tra gli aspetti qualificanti dell'attività della nuova struttura vi è l'applicazione dei protocolli ERAS (Enhanced Recovery After Surgery), percorsi perioperatori progettati per favorire un recupero più rapido e sicuro dopo l'intervento.
«Il percorso inizia già nella fase ambulatoriale e accompagna il paziente prima, durante e dopo l'intervento», spiega Centonze. «Sulla base delle condizioni cliniche e del tipo di procedura viene pianificata una gestione personalizzata di tutti gli aspetti assistenziali, dalla terapia del dolore all'utilizzo di drenaggi e sondini, con l'obiettivo di favorire una ripresa precoce e ridurre, quando possibile, anche il ricorso agli oppioidi».

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Un modello che richiede la collaborazione costante di diverse figure professionali. «È uno degli esempi più evidenti di quanto il risultato finale dipenda dal lavoro di squadra. Ogni professionista interviene in una fase precisa del percorso e il contributo di ciascuno diventa parte integrante della cura», sottolinea il chirurgo.
La nuova Unità Operativa è già inserita nei meeting multidisciplinari che caratterizzano l'attività clinica di Humanitas Catania, dove specialisti di diverse discipline condividono la valutazione dei casi per definire il percorso diagnostico e terapeutico più appropriato.

«Portiamo in Humanitas le competenze maturate nel corso degli anni, ma troviamo anche la possibilità di confrontarci con professionisti appartenenti alla stessa rete, condividendo esperienze e costruendo nuove collaborazioni in un contesto in cui il paziente resta al centro», conclude Centonze. «È una grande opportunità di crescita professionale e un ulteriore strumento per migliorare la qualità dell'assistenza offerta ai pazienti».

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