Salute e benessere
Celiachia e diabete di tipo 1, al via lo screening pediatrico nazionale: "Fondamentale favorire le diagnosi precoci"
Pubblicato il decreto attuativo della legge 130/2023: il test volontario consentirà di individuare precocemente celiachia e diabete di tipo 1 nei bambini di 5 e 6 anni
Celiachia e diabete di tipo 1, al via lo screening pediatrico nazionale: "Fondamentale favorire le diagnosi precoci"
CALTANISSETTA. Un importante passo avanti sul fronte della prevenzione arriva con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo della legge 130/2023 che introduce lo screening pediatrico per la celiachia e il diabete di tipo 1. Il provvedimento entrerà in vigore tra sei mesi e consentirà ai bambini di 5 e 6 anni di effettuare, su base volontaria, un semplice test attraverso un prelievo di sangue capillare in occasione delle vaccinazioni previste per quella fascia d'età.
A sottolineare l'importanza dell'iniziativa è Michele Mendola, divulgatore e referente siciliano dell'Associazione Italiana Negozi Celiachia (AINC ETS), secondo cui il programma potrà contribuire ad accrescere l'attenzione su una patologia che continua a essere ampiamente sottodiagnosticata.
«La partenza dello screening pediatrico per celiachia e diabete di tipo 1 è una notizia importantissima che va ben oltre i bambini. Un celiaco su due non ha ricevuto la diagnosi, per questo è necessario aumentare l'attenzione sulla patologia», afferma Mendola.
Secondo le stime richiamate dall'esperto, oggi le persone con una diagnosi accertata rappresentano circa lo 0,47% della popolazione italiana, mentre le valutazioni dell'Istituto Superiore di Sanità indicano una prevalenza vicina all'1%. Un dato che suggerisce la presenza di centinaia di migliaia di casi non ancora individuati.
La difficoltà diagnostica è spesso legata alla varietà dei sintomi, che possono manifestarsi con quadri clinici molto diversi oppure rimanere a lungo poco evidenti. Proprio per questo l'individuazione precoce rappresenta uno degli obiettivi principali del nuovo programma di screening.
I dati provenienti dalle sperimentazioni già realizzate in Campania, Lombardia, Marche e Sardegna hanno evidenziato una presenza della celiachia nell'1,7% dei bambini sottoposti al test, una percentuale superiore alle attese iniziali. Se questo dato dovesse essere confermato anche su scala nazionale, potrebbe emergere una diffusione della patologia più elevata rispetto a quella attualmente stimata.
Ma il beneficio più importante potrebbe essere rappresentato dall'aumento della consapevolezza tra famiglie e professionisti sanitari. Una maggiore attenzione da parte dei pediatri e dei medici di medicina generale potrebbe infatti favorire l'identificazione di casi che altrimenti rischierebbero di essere diagnosticati solo dopo molti anni.
«Ci sarà un effetto a cascata. Arrivare prima alla diagnosi significa evitare ritardi e complicanze che possono incidere sulla qualità della vita delle persone», conclude Mendola.
Lo screening nazionale rappresenta dunque un investimento nella prevenzione e nella diagnosi precoce di due patologie croniche per le quali l'individuazione tempestiva può migliorare significativamente i percorsi assistenziali e la qualità della vita dei pazienti.



