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Il Master Unipd in "Prevenzione ed Emergenza in Territorio Montano" compie 10 anni

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Il Master Unipd in "Prevenzione ed Emergenza in Territorio Montano" compie 10 anni

Con la cerimonia di oggi salgono a 134 i professionisti formati dal 2016. Un percorso multidisciplinare unico in Italia che unisce competenze sanitarie, geologiche e ambientali per garantire la sicurezza in montagna. Boom di richieste per l'undicesima edizione

Redazione

16 Ottobre 2026 18:17

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Si è tenuta oggi, nella sala convegni dell'Ospedale di Feltre, la cerimonia conclusiva della decima edizione del Master di I livello in "Prevenzione ed Emergenza in Territorio Montano e d'Alta Quota". Il percorso formativo, afferente al Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità Pubblica dell'Università di Padova e diretto dal professor Vincenzo Baldo, si conferma un punto di riferimento d'eccellenza per la medicina di montagna e il soccorso in ambiente impervio.
Hanno conseguito il diploma 16 nuovi professionisti, di cui 15 infermieri e un'assistente sanitaria. A conferma della vocazione e dell'attrattività extraregionale del Master, gli studenti di quest'anno provengono da dieci diverse province italiane: Belluno, Padova, Venezia, Treviso, Verona, Gorizia, Trento, Piacenza, Torino e Siena. Con l'attuale coorte, il numero complessivo dei diplomati dal 2016 a oggi sale a 134 professionisti.

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Un modello formativo precursore dei tempi
Negli ultimi vent'anni l'approccio alla montagna ha subito una profonda trasformazione, registrando un crescente afflusso di turisti, sportivi e lavoratori, non sempre adeguatamente preparati ad affrontare le peculiarità dell'ambiente montano. In questo scenario, il Master si distingue fin dalla sua istituzione per un approccio pionieristico: formare professionisti capaci non solo di gestire in modo dinamico gli interventi di soccorso, ma anche di attuare efficaci strategie di prevenzione, tutelando la salute degli utenti e la sicurezza degli operatori.
Il Master, della durata di un anno, si articola in 300 ore di didattica frontale e 200 ore di tirocinio operativo. Punto di forza del percorso è la sua marcata multidisciplinarietà: gli studenti non apprendono esclusivamente protocolli di emergenza-urgenza sanitaria, ma vengono formati a interpretare criticamente l'ambiente montano in tutte le sue componenti. Il corpo docente riunisce infatti professori universitari di rilievo ed esperti provenienti da enti territoriali strategici, con competenze che spaziano dalla meteorologia, grazie alla collaborazione con ARPAV, alla nivologia, dalla geologia alla psicologia dell'emergenza.

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Una rete territoriale per tirocini d'eccellenza
Le competenze teoriche trovano applicazione pratica attraverso una consolidata rete di partnership che consente agli studenti di svolgere i tirocini a fianco dei principali professionisti del soccorso montano presso:
- AULSS 1 Dolomiti (Centrale Operativa SUEM e sedi di Pronto Soccorso);
- Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Belluno;
- Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Veneto - Dolomiti Bellunesi;
- Federazione Italiana Sicurezza Piste Sci;
- Collegio Regionale Veneto Guide Alpine.

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Verso l'Anno Accademico 2026-2027: iscrizioni oltre la disponibilità
Il prestigio e l'unicità del corso trovano conferma anche nei numeri della prossima edizione dell'Anno Accademico 2026-2027. Alla chiusura delle preiscrizioni, lo scorso 6 ottobre, sono state raccolte 23 domande a fronte di 17 posti disponibili. Un dato che testimonia il crescente fabbisogno di figure professionali altamente specializzate e dotate di competenze trasversali. 
Il Master si rivolge a una platea eterogenea: è aperto a tutti i laureati delle professioni sanitarie, nonché ai laureati in Medicina e Chirurgia, Ingegneria Ambientale, Psicologia e Biologia.

I diplomati dell'anno accademico 2025-2026:
Anna Benes; Shari Boscolo; Anna Casagrande Marcadent; Anna Casarin; Caterina Cavuoti; Veronica Dassiè; Irene Foppiano; Diletta Giovannone; Anna Gobbo; Veronica Moretti; Erika Pernettaz; Antonino Poianella; Angelica Rossetto; Luca Terpin; Giulia Trevisan; Giada Vangelista.

I commenti
«Questo Master compie dieci anni e si dimostra sempre attuale. La montagna è sempre più frequentata e i nostri professionisti necessitano di una formazione specifica per operare in ambienti ostili, non solo in ambito di soccorso ma anche di prevenzione», commenta il professor Vincenzo Baldo, ordinario dell'Università di Padova e direttore del Master. «Ringrazio in particolare tutto lo staff che rende possibile questo percorso formativo e, in particolare, il referente Marco Dal Pont e i suoi collaboratori Barbara Colmanet, Fabio Bergamin, Andrea Piazzetta e Giacomo Patrizio».
«Siamo parte dello stesso territorio e per noi è motivo di orgoglio accogliere un master unico a livello nazionale. Ci fa sentire un po' più grandi. Mi congratulo con i diplomati perché il conseguimento di questo titolo rappresenta il risultato di un percorso impegnativo affrontato da persone che possiedono un importante valore aggiunto», commenta Viviana Fusaro, presidente della Conferenza dei Sindaci e sindaco di Feltre.

«La scelta di questo Master è stata dettata dalla mia passione per il territorio e per l'ambiente montano, unita alla volontà di comprenderne a fondo i rischi e le peculiarità», dichiara Veronica Dassiè, assistente sanitaria neodiplomata. «Operiamo in un patrimonio UNESCO che merita sempre maggiore rispetto e consapevolezza. In un'epoca caratterizzata dai cambiamenti climatici e da forti pressioni turistiche, è essenziale adottare strategie sempre più efficaci. Durante questo percorso ho imparato moltissimo, non solo attraverso le attività pratiche, ma anche vivendo in prima persona le dinamiche di collaborazione tra i diversi enti grazie ai tirocini svolti con i Vigili del Fuoco e il Soccorso Alpino. Spero che questo sia solo l'inizio: è un investimento sul futuro che vale la pena compiere».
«Ospitare e collaborare alla realizzazione di questo Master dell'Università di Padova presso l'Ulss Dolomiti è motivo di profondo orgoglio. Crediamo fortemente nel valore della formazione specialistica in ambito montano, poiché la specificità del nostro territorio richiede competenze altrettanto mirate e, soprattutto, la capacità di lavorare in rete con professionisti appartenenti a enti diversi. Formare figure capaci di leggere l'ambiente impervio a 360 gradi significa garantire interventi più sicuri e tempestivi, tutelando sia chi frequenta le nostre montagne sia gli operatori chiamati a intervenire», commenta il direttore generale Achille Di Falco.

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