Studi e Ricerche
L'intelligenza artificiale entra in endoscopia: più precisione nella diagnosi, ma il medico resta centrale
Endoscopia digestiva e innovazione tecnologica: i risultati presentati dal gruppo dell'Università Kore di Enna al Congresso mondiale ENDO 2026 aprono nuove prospettive nell'impiego dell'intelligenza artificiale per la prevenzione del tumore del colon-retto
L'intelligenza artificiale entra in endoscopia: più precisione nella diagnosi, ma il medico resta centrale
L'intelligenza artificiale sta cambiando il volto dell'endoscopia digestiva, offrendo nuove opportunità per migliorare l'accuratezza diagnostica, supportare i programmi di screening e uniformare la qualità delle procedure. Proprio a questi temi sono dedicati i quattro studi presentati dal professor Maida e dal suo gruppo di ricerca al Congresso mondiale ENDO 2026, uno dei più importanti appuntamenti internazionali del settore, che ha riunito specialisti provenienti da 86 Paesi. Dall'utilizzo di sistemi capaci di individuare in tempo reale lesioni sospette durante la colonscopia fino allo sviluppo di modelli predittivi sempre più sofisticati, le ricerche mettono in evidenza le potenzialità e i limiti delle nuove tecnologie, confermando al tempo stesso il ruolo imprescindibile del giudizio clinico del medico. Ne abbiamo parlato con il professor Maida, docente dell'Università Kore di Enna e componente della faculty del congresso.
Professore Maida, i quattro studi presentati al Congresso mondiale ENDO 2026 riguardano l'intelligenza artificiale applicata all'endoscopia. Qual è il risultato più innovativo emerso da queste ricerche?
"L'aspetto più interessante, nel loro insieme, è che l'efficacia dell'intelligenza artificiale non dipende soltanto dalle prestazioni tecniche dell'algoritmo, ma anche dal modo in cui viene integrata nella procedura e nel processo decisionale del medico. Le nostre ricerche mirano proprio a comprendere come utilizzare al meglio i sistemi di rilevazione e i modelli predittivi, identificando gli ambiti nei quali possono produrre un beneficio clinico concreto. L'obiettivo non è sostituire l'endoscopista, ma mettergli a disposizione strumenti capaci di rendere l'esame più accurato, uniforme e aderente alle evidenze scientifiche".
In che modo l'intelligenza artificiale può aiutare concretamente il medico durante una colonscopia e quali vantaggi può offrire ai pazienti?
"Durante la colonscopia, i sistemi di intelligenza artificiale possono analizzare le immagini in tempo reale e richiamare l'attenzione del medico su aree sospette che potrebbero altrimenti sfuggire, soprattutto quando si tratta di lesioni piccole, piatte o poco evidenti. Alcuni sistemi possono inoltre supportare la caratterizzazione delle lesioni e il monitoraggio di parametri di qualità della procedura, garantendo a tutti i pazienti gli stessi standard qualitativi. Per il paziente questo può tradursi in una maggiore probabilità di individuare e rimuovere lesioni precancerose, oltre che in una maggiore uniformità della qualità dell'esame tra diversi operatori e centri. La decisione finale deve comunque rimanere sempre del medico".
Uno degli obiettivi è migliorare lo screening del tumore del colon-retto. L'IA può contribuire ad aumentare la diagnosi precoce di queste patologie? In che misura?
"L'intelligenza artificiale può certamente aumentare l'identificazione degli adenomi, cioè delle principali lesioni precursori del tumore colorettale. Le evidenze più recenti indicano un incremento medio relativo di circa il 15-20% del tasso di rilevazione degli adenomi, ma il beneficio riguarda soprattutto le lesioni di piccole dimensioni. È quindi più corretto parlare, allo stato attuale, di una maggiore capacità di riconoscere le lesioni precancerose piuttosto che di un aumento già dimostrato della diagnosi precoce dei tumori. Non sappiamo ancora con certezza se questo incremento si tradurrà, nel lungo periodo, in una riduzione proporzionale dell'incidenza e della mortalità per carcinoma colorettale: saranno necessari studi con follow-up più lunghi e con esiti clinici direttamente rilevanti".
Esistono ancora limiti o criticità nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale in endoscopia? Quanto resta centrale il ruolo dell'esperienza del medico?
"I limiti esistono e non devono essere sottovalutati. Questi sistemi sono ancora di recente sviluppo e certamente perfezionabili. Attualmente i rischi risiedono nella possibilità di generare falsi allarmi, aumentare l'identificazione di lesioni prive di reale rilevanza clinica e avere prestazioni differenti in relazione alle apparecchiature utilizzate o alle caratteristiche della popolazione in esame. Esiste inoltre il rischio che un'eccessiva dipendenza dalla tecnologia riduca nel tempo l'attenzione e le capacità diagnostiche dell'operatore. L'esperienza del medico rimane quindi fondamentale: l'intelligenza artificiale può segnalare una possibile lesione, ma è l'endoscopista che deve esporre correttamente la mucosa, interpretare il reperto, decidere se e come rimuoverlo e gestire in sicurezza l'intera procedura. Deve essere considerata un secondo osservatore, non un sostituto del medico".
Cosa significa per l'Università Kore di Enna e per la ricerca siciliana essere protagonisti in un congresso mondiale che ha riunito specialisti provenienti da 86 Paesi e di cui lei è stato parte della faculty?
"La presentazione di diversi contributi scientifici a ENDO 2026 rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro svolto dal nostro gruppo e per l'attività di ricerca dell'Università Kore di Enna. Questo valorizza anche il ruolo della nostra Gastroenterologia nel panorama internazionale della ricerca sui temi più attuali dell'endoscopia. È inoltre un'opportunità per trasferire nella pratica clinica locale le conoscenze maturate attraverso il confronto con gruppi di ricerca provenienti da tutto il mondo".
Guardando ai prossimi cinque-dieci anni, come immagina l'endoscopia digestiva del futuro e quale ruolo avrà l'intelligenza artificiale nella pratica clinica quotidiana?
"Immagino un'endoscopia sempre più integrata e assistita, nella quale l'intelligenza artificiale accompagnerà il medico nelle diverse fasi della procedura: dal riconoscimento e dalla caratterizzazione delle lesioni alla valutazione della qualità dell'esame, fino alla refertazione e alla definizione del follow-up. I sistemi futuri potranno combinare in modo multimodale immagini endoscopiche, dati clinici, istologici e di laboratorio per fornire stime predittive più complete. La vera sfida, tuttavia, non sarà soltanto sviluppare algoritmi più potenti, ma dimostrare che producano benefici clinici rilevanti, siano generalizzabili, trasparenti e utilizzati in modo sicuro. L'intelligenza artificiale diventerà probabilmente una componente ordinaria dell'endoscopia, ma la responsabilità clinica, il giudizio e il rapporto con il paziente resteranno prerogative del medico".



