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Ri-usi@mo, il Festival dello Sviluppo Sostenibile si conclude a Caltanissetta: 6.000 famiglie coinvolte tra riuso, solidarietà e comunità

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Ri-usi@mo, il Festival dello Sviluppo Sostenibile si conclude a Caltanissetta: 6.000 famiglie coinvolte tra riuso, solidarietà e comunità

Un progetto che trasforma il riuso in un gesto quotidiano di comunità, educazione e solidarietà

Redazione

25 Maggio 2026 12:00

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A Caltanissetta si è chiusa l'edizione 2026 del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da ASviS, e tra le iniziative che hanno maggiormente segnato il territorio spicca Ri-usi@mo, insieme al progetto gemello Ri-giochi@mo. Due percorsi nati da uno@uno in collaborazione con la Croce Rossa Italiana e il Comune di Caltanissetta, capaci di trasformare il tema del riuso in un'esperienza collettiva che ha coinvolto circa 6.000 famiglie.
Un risultato che non si misura soltanto nella quantità di oggetti recuperati, ma soprattutto nella capacità di generare consapevolezza, educazione e partecipazione. Il riuso, in questo contesto, diventa un gesto quotidiano che unisce sostenibilità ambientale, solidarietà e senso di comunità.

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Il progetto ha attraversato scuole, famiglie, associazioni e spazi cittadini, proponendo incontri, attività educative, momenti di confronto e una diffusione digitale capillare dei materiali informativi. Un percorso che ha trasformato l'atto del donare in un gesto culturale prima ancora che ambientale.
«Non abbiamo raccolto rifiuti, ma abbiamo cercato di seminare una nuova idea di comunità», spiega Giuseppe Cannavò, project manager di Ri-usi@mo. «Riutilizzare significa ridurre sprechi, aiutare chi è in difficoltà e recuperare il valore delle cose prima ancora che diventino scarti».
Il cuore del progetto è semplice e concreto: dare una seconda vita ai piccoli elettrodomestici ancora funzionanti, trasformando ciò che per qualcuno è superfluo in una risorsa preziosa per chi non può permettersi di acquistarne di nuovi. Un gesto che riduce l'impatto ambientale e allo stesso tempo sostiene le famiglie più fragili.

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«Ri-usi@mo nasce per dare una risposta reale a un bisogno reale», afferma Nicolò Piave. «Le attività hanno coinvolto scuole e famiglie sia in presenza sia attraverso contenuti digitali, riducendo anche il consumo di carta e promuovendo una comunicazione sostenibile».
Accanto alla raccolta, il progetto ha sviluppato un forte impianto educativo. Sono nati strumenti dedicati come il fumetto "Ri-usi@mo - il riuso che crea sorrisi", giochi didattici e i "Peppazzi del ri-uso", materiali pensati per avvicinare bambini e famiglie ai temi della sostenibilità con un linguaggio semplice e immediato. Le scuole hanno avuto un ruolo centrale, trasformando l'Agenda 2030 in un'esperienza concreta di educazione civica.
«La scuola non può rinunciare a indicare questa strada alle giovani generazioni», sottolinea Rosa Ambra, dirigente dell'Istituto Comprensivo Sciascia-Caponnetto. «Da una parte l'attenzione all'altro, dall'altra il rispetto dell'ambiente e la possibilità di non soffocare il pianeta con materiali difficili da smaltire».

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Sulla stessa linea il dirigente scolastico Salvatore Mastrosimone, che evidenzia come progetti di questo tipo permettano agli studenti di vivere in prima persona i valori della responsabilità, della sostenibilità e della solidarietà.
Il percorso ha inoltre rafforzato la rete territoriale già attivata con Ri-giochi@mo, grazie anche alla distribuzione dei contenitori Ecoplast nelle scuole. Una rete che unisce istituzioni, volontariato, famiglie e imprese locali.
Per il sindaco di Caltanissetta Walter Tesauro, Ri-usi@mo rappresenta un modello che integra ambiente, educazione e inclusione sociale. «La raccolta attraverso le scuole coinvolge famiglie e studenti in un percorso che guarda al futuro della città, trasformando il riuso in un gesto quotidiano di comunità.»

L'assessore all'Ambiente Salvatore Licata sottolinea il valore della collaborazione tra enti, scuola e volontariato, evidenziando come il progetto valorizzi il Centro comunale del riuso e contribuisca a ridurre la produzione di rifiuti.
Soddisfazione anche da parte della Croce Rossa Italiana. «Dopo il successo di Ri-giochi@mo avviamo una nuova sperimentazione», afferma la presidente del Comitato CRI di Caltanissetta, Santina Sonia Bognanni. «I bambini diventano protagonisti di un percorso educativo che coinvolge direttamente anche le famiglie. Per noi significa fare qualcosa di concreto per la comunità.»
Tra i sostenitori anche DiBlio, che ha evidenziato l'importanza di costruire percorsi condivisi tra territorio, scuola e cittadinanza per diffondere una nuova cultura del riuso.

«Con Ri-usi@mo si amplia una rete già esistente che utilizza la stessa infrastruttura territoriale per sperimentare un comportamento reale della comunità», afferma Francesca Romana Falzone, CEO di uno@uno. «La disponibilità a donare oggetti ancora funzionanti invece di trasformarli in rifiuti è un segnale culturale forte».
Gli oggetti raccolti saranno destinati, attraverso la rete della Croce Rossa Italiana, alle famiglie che ne hanno necessità. Un gesto semplice che diventa un modello di comunità basato sul riuso, sulla solidarietà e sulla sostenibilità ambientale.
Il Festival dello Sviluppo Sostenibile si chiude così con un'esperienza che ha lasciato un segno concreto sul territorio: una comunità che sceglie di condividere, recuperare, donare. Una comunità che, prima di buttare, prova a riutilizzare.

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