Sanità Italia
Sanità Veneto, Acoi: "Centri chirurgici, contano gli esiti non solo i numeri. Subito delibera quadro regionale"
La centralizzazione è utile se governa qualità e sicurezza
Sanità Veneto, Acoi: "Centri chirurgici, contano gli esiti non solo i numeri. Subito delibera quadro regionale"
Roma, 26 agosto 2025 - L'Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (ACOI), con una lettera firmata dal presidente Vincenzo Bottino e da Salvatore Ramuscello, presidente di SIPAD - Società Italiana di Patologia dell'Apparato Digerente, esprime preoccupazione per gli effetti dei DDR n. 46 e n. 47 del 9 luglio 2025 sui criteri di individuazione dei Centri di riferimento chirurgici per stomaco, colon e retto.
In diverse Aziende sanitarie del Veneto stanno circolando indicazioni interne che autorizzano gli interventi oncologici solo negli Hub e in pochi Spoke selezionati, per "evitare penalizzazioni", con ricadute sulla prossimità di cura e sui tempi di trattamento.
Alla luce delle considerazioni già sottoposte al CRAO l'8 agosto 2025, ACOI chiede alla Regione Veneto una delibera di indirizzo unica, prima di ulteriori direttive aziendali, che definisca indicatori di esito, governance di rete e tempi standard. La centralizzazione è utile se governa qualità e sicurezza; non esiste però una "soglia magica" valida per tutti: per i tumori del retto l'evidenza supporta team dedicati con un plateau intorno a 30 resezioni/anno, mentre per colon e stomaco i volumi vanno letti insieme agli esiti reali.
Per ACOI i centri vanno valutati sui risultati, non solo sui volumi: mortalità a 30 giorni (aggiustata per rischio), complicanze gravi, riammissioni, radicalità chirurgica e degenza entro soglie standard, all'interno di PDTA (percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali) con tempi certi. Senza capacità aggiuntiva e slot di rete dedicati, la centralizzazione "solo per numeri" rischia di allungare le liste e peggiorare gli esiti: la letteratura mostra che ogni 4 settimane di ritardo nelle cure del colon-retto aumenta il rischio per i pazienti.
«Centralizzare quando serve sì, ma guidati dagli esiti misurati e dalla tutela dei pazienti, non da soglie astratte. Chiediamo di congelare direttive affrettate e varare una delibera regionale che metta al centro qualità, sicurezza e tempi certi», afferma Vincenzo Bottino, presidente ACOI. «Con audit trasparenti e una "soglia minima differita" da ritarare dopo 12 mesi sugli esiti reali, si possono ridurre complicanze, migliorare i margini oncologici e accorciare le liste, senza perdere equità e prossimità».
La posizione è stata trasmessa ai Direttori Generali delle Aziende Ospedaliere e Universitarie del Veneto, al Direttore generale dell'Area Sanità e Sociale, all'Assessore alla Sanità e al CRAO, con copia al Presidente della Regione.



