Obiettivo Trauma
V congresso Obiettivo Trauma, quando la formazione smette di essere teoria e diventa realtà
Cosa significa realmente simulazione base avanzata?
V congresso Obiettivo Trauma, quando la formazione smette di essere teoria e diventa realtà
Alcuni congressi si ascoltano. Altri si vivono. La quinta edizione di Obiettivo Trauma, ospitata al CEFPAS di Caltanissetta, ha scelto con decisione la seconda strada, trasformando l'apprendimento in esperienza e la formazione in un laboratorio immersivo dove il trauma non viene semplicemente spiegato, ma affrontato.
Il cuore dell'evento è stato rappresentato dalle cosiddette "simulazioni base avanzate"; il congresso ha dato, qundi, vita a un format innovativo che ha permesso a chirurghi, agli infermieri, agli oss, agli psicologi di confrontarsi con situazioni cliniche estremamente realistiche, in un ambiente protetto ma capace di riprodurre la pressione emotiva e organizzativa delle vere emergenze.
Ma cosa significa realmente simulazione base avanzata?
Significa partire dalle competenze fondamentali della gestione del trauma e metterle alla prova in scenari ad alta complessità. Non basta conoscere le linee guida. Occorre prendere decisioni rapide, coordinare una squadra, comunicare in modo efficace e mantenere lucidità sotto pressione. È qui che la formazione assume una dimensione completamente nuova.
Durante il congresso sono stati sviluppati cinque scenari costruiti per riprodurre le principali criticità del trauma maggiore: dal trauma splenico alle lesioni toraco-addominali, fino ai contesti caratterizzati da risorse limitate, nei quali la capacità di adattamento diventa determinante. Ma degli scenari ne parleremo meglio nel nostro penultimo appuntamento con il ciclo di articoli dedicati al congresso. Ogni simulazione è stata affrontata da team multidisciplinari chiamati a operare come un unico organismo.
L'aspetto forse più innovativo è stato il superamento della tradizionale lezione frontale. Niente relatori al centro della scena. A diventare protagonisti sono stati i professionisti impegnati nel briefing, nelle simulazioni e il pubblico chiamato ad osservare, analizzare e discutere ogni scelta compiuta sul campo. Grazie ai collegamenti in diretta dal CEMEDIS, l'intera platea ha potuto seguire ogni fase operativa e partecipare al successivo debriefing strutturato, considerato oggi uno dei momenti più importanti dell'apprendimento esperienziale.
Particolarmente significativa è stata anche la scelta di affidare ai giovani chirurghi ruoli di leadership operativa. In ciascun team il professionista più giovane ha assunto la funzione di operatore e coordinatore dello scenario, affiancato dall'esperienza di un collega senior. Un modello che guarda al futuro e che investe concretamente nella crescita delle nuove generazioni.
Da questa esperienza emerge una consapevolezza sempre più forte: nel trauma moderno non è il singolo professionista a fare la differenza, ma la qualità delle interazioni all'interno della squadra. Tecnica, comunicazione, leadership e capacità di gestire lo stress diventano elementi inseparabili di un'unica competenza. Il V Congresso Obiettivo Trauma ha dimostrato che la simulazione avanzata non rappresenta più una semplice metodologia didattica, ma una vera strategia per migliorare la sicurezza del paziente e la qualità delle cure. In questo contesto, le simulazioni base avanzate si affermano come il ponte ideale tra conoscenza teorica e pratica clinica, tra formazione e realtà operativa.
Perché il trauma non concede seconde prove. La simulazione, invece, sì. Ed è proprio in quelle prove che nasce l'eccellenza professionale. Ma chi ha permesso di effettuare le simulazioni base avanzate?
Il CEMEDIS - Centro Mediterraneo di Simulazione in Medicina che ha messo a disposizione "le sale operatorie" e un manichino evoluto ad alta fedeltà. Il team proveniente dal policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma, da anni un punto di riferimento nazionale per la simulazione clinica avanzata, composto da Caterina Cicala, Simone Saraceni e Marco Lucantoni. Inoltre, Giovanni Di Lorenzo e Maria Grazia Randazzo, rispettivamente il presidente del congresso e la responsabile infermieristica dei blocchi operatori aziendali dell'ARNAS Civico di Palermo, grazie ai quali - dopo un attento, scrupoloso e lungo lavoro - ha visto la luce un manichino da loro ideato e realizzato. Infine, un ultimo tocco realistico grazie a due giovani volontari della Croce rossa italina - sezione di Caltanissetta - che truccati dalle insegnanti del Cirs - diretto da Michela Nicosia - hanno consentito (come si vede nelle foto) di riprodurre alcuni esempi di ferite da politrauma.

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